Breve storia di un movimento che vuole farsi trovare pronto
Iniziamo dalla base: chi sono i “prepper” e perché ci chiamiamo “prepper”? La parola “prepper” viene dall’inglese “to prepare”: prepararsi. E questo è esattamente ciò che i prepper fanno. Non per moda, non per paura, ma per scelta consapevole: essere pronti ad affrontare imprevisti, emergenze, crisi piccole o grandi, in modo autonomo.
Contrariamente a quanto si pensa, i prepper non sono fanatici o paranoici (almeno non tutti). Sono persone comuni – famiglie, lavoratori, studenti, pensionati – che scelgono di dotarsi di conoscenze, strumenti e strategie per affrontare situazioni di emergenza. Dall’interruzione della corrente a una crisi economica, da un’alluvione a una pandemia.
– Un po’ di storia
Il concetto di “preparazione” non è nuovo.
Possiamo tranquillamente affermare che il concetto “moderno” legato alla figura del prepper nasce non più di 70 anni fa circa. Durante la Guerra Fredda, infatti, il governo degli Stati Uniti iniziò ad invitare i cittadini a prepararsi a possibili attacchi nucleari, diffondendo guide e opuscoli con istruzioni su come creare rifugi, stoccare cibo e acqua.
Questa possiamo dire che è l’origine del movimento. Quello del prepping, tuttavia, possiamo tranquillamente asserire che sia un sentimento innato legato alla storia dell’evoluzione umana: l’istinto a prevedere e affrontare le difficoltà fa parte della nostra natura.
Nel tempo, il movimento ha preso forme diverse, adattandosi ai contesti sociali, culturali e tecnologici. Negli Stati Uniti ha avuto grande diffusione, ma anche in Europa – e in Italia – sempre più persone hanno iniziato a interessarsi al prepping, specialmente dopo eventi come il blackout del 2003, il terremoto dell’Aquila o la pandemia del 2020.
Anche ai giorni nostri, numerosi governi e associazioni – dalla Protezione Civile italiana alla Federal Emergency Management Agency americana – promuovono la cultura della preparazione diffondendo checklist, linee guida e materiali educativi per aiutare la popolazione a prepararsi alle emergenze.
– Oggi
Oggi essere prepper significa, sempre di più, vivere in modo responsabile, consapevole, senza delegare tutto agli altri. Significa farsi delle domande:
- Se saltasse la corrente per due giorni, sarei in grado di cavarmela?
- Se ci fosse un’interruzione idrica o una difficoltà economica improvvisa, come reagirei?
I prepper cercano risposte a queste domande. E costruiscono, giorno dopo giorno, le loro risposte personali, adattate alla propria vita, città e situazione.
In questo sito troverai un approccio sobrio, realistico e pratico al prepping urbano. Perché prepararsi non è farsi prendere dal panico, ma smettere di ignorare l’evidenza.
