Da dove nasce e perché è così importante?
Nel mondo del prepping si sente spesso parlare della “regola delle 72 ore”. Ma di cosa si tratta, esattamente? E perché proprio 72 ore?
– Perché 72 ore?
L’idea alla base di questa regola è semplice: in caso di emergenza, ognuno di noi dovrebbe essere in grado di sopravvivere autonomamente per almeno 72 ore, cioè tre giorni, senza bisogno di aiuto esterno.
Ma perché proprio tre giorni? Questo numero deriva da studi ed esperienze internazionali che mostrano come, in media, i soccorsi ufficiali (come protezione civile, vigili del fuoco, ambulanze, ecc.) impieghino fino a 72 ore per arrivare a prestare aiuto diffuso a una popolazione colpita da un evento grave, specie se la situazione è caotica o coinvolge vaste aree. Attenzione. Ovviamente parliamo di una media e di eventi su grande scala. Ti faccio un esempio pratico per chiarire meglio: Durante il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, i soccorsi iniziarono a intervenire rapidamente. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, già nelle prime ore successive al sisma, uomini e mezzi da tutta Italia cominciarono a confluire nelle zone colpite. A 48 ore dal terremoto, erano operativi sul campo circa 2.400 Vigili del Fuoco, oltre 1.800 membri delle Forze Armate, più di 1.500 delle Forze dell’Ordine, oltre 800 tra medici e infermieri della Croce Rossa Italiana, oltre 4.000 volontari della Protezione Civile e più di 100 unità cinofile. Quindi il tempo di intervento “diretto”, almeno in questo caso, è stato molto rapido. La complessità dell’emergenza e l’estensione dell’area colpita resero difficile tuttavia raggiungere immediatamente tutte le persone in difficoltà. La stessa situazione si è verificata, ad esempio, con le recenti alluvioni che purtroppo hanno colpito sempre più spesso il nostro paese. Anche in questo caso i soccorsi intervengono piuttosto velocemente ma, per raggiungere tutta la popolazione colpita, serve ovviamente molto più tempo.
– Un po’ di storia
Il concetto delle 72 ore è stato formalizzato da numerose agenzie governative e di protezione civile, a partire dagli Stati Uniti (FEMA), ma si è diffuso rapidamente anche in Europa. Anche la Protezione Civile italiana, in alcune sue pubblicazioni, consiglia di essere in grado di resistere autonomamente per almeno tre giorni in caso di emergenza.
Questo non significa che dopo 72 ore tutto tornerà alla normalità, ma che quello è il tempo minimo in cui non dobbiamo farci trovare impreparati, perché potremmo essere isolati o in attesa di soccorsi.
– Ti è mai successo?
Prova a pensarci: sei mai rimasto coinvolto, anche solo per poche ore, in una situazione fuori dalla normalità?
- Un blackout improvviso, magari in inverno?
- Una nevicata che ha bloccato tutto?
- Una manifestazione o sciopero che ha interrotto i trasporti?
- Una giornata senza acqua per un guasto improvviso?
- Una fila interminabile al supermercato dopo l’annuncio di una nuova restrizione?
Come ti sei sentito? Cosa ti è mancato in quel momento? Cosa avresti voluto avere già pronto?
Spesso pensiamo che certe cose riguardino solo i grandi disastri. Ma anche un evento piccolo, se non siamo pronti, può diventare un grande disagio.
– Cosa significa prepararsi per 72 ore?
Prepararsi per 72 ore non significa costruirsi un bunker. Significa avere già a disposizione:
- una fonte di luce alternativa (es. torcia, lampada d’emergenza)
- almeno 6 litri d’acqua a testa (circa 2 litri al giorno per 3 giorni)
- un minimo di cibo che non ha bisogno di cottura
- caricabatterie portatile o power bank per il telefono
- coperta o vestiti caldi se è inverno
- farmaci di uso personale
- un po’ di contanti se i POS non funzionano
E, soprattutto, un piano: sapere dove si trova tutto, chi contattare, dove andare se serve. Non preoccuparti. Vedremo tutto più nel dettaglio in articoli dedicati.
– La regola delle 72 ore è il punto di partenza
Nel mondo del prepping, le 72 ore sono una base, non un punto d’arrivo.
Rappresentano la soglia minima di autonomia che ogni persona, anche vivendo in città, dovrebbe cercare di garantire a sé e alla propria famiglia.
Non servono grandi investimenti o stravolgimenti. Solo un po’ di organizzazione, consapevolezza e volontà di fare il primo passo.
Prepararsi per 72 ore non ti renderà invulnerabile, ma ti renderà meno fragile.
E nel mondo di oggi, non è poco.
