72 ore senza acqua: uno scenario più realistico di quanto pensi

Quando pensiamo a un’emergenza, ci vengono subito in mente blackout, incendi, frane o guerre. Pochi, però, pensano a un’eventualità tanto semplice quanto destabilizzante: restare senza acqua per 72 ore. Ti consiglio, se non l’hai ancora fatto, di leggere il nostro approfondimento: Perché beviamo acqua? Un approfondimento essenziale per ogni prepper . Può esserti sicuramente molto utile.

Può sembrare uno scenario estremo, ma non lo è affatto. In realtà, è più comune di quanto immaginiamo. E spesso accade non perché manchi l’acqua in sé, ma perché salta la corrente elettrica.


– Elettricità e acqua: un legame che spesso ignoriamo

In molte città e paesi, l’approvvigionamento idrico dipende in gran parte dall’energia elettrica. Pompe elettriche spingono l’acqua nei serbatoi, la trattano, la distribuiscono. Se manca l’elettricità per più di qualche ora, anche l’acqua comincia a scarseggiare.

Nei condomini, l’acqua non sale ai piani superiori senza le pompe. Nei paesi di montagna, le vasche e i pozzi richiedono energia per funzionare. E se la rete idrica è danneggiata, ripristinarla può richiedere giorni.

La verità è che diamo per scontato l’accesso all’acqua, perché apriamo il rubinetto e l’acqua c’è. Ma bastano 24 ore di blackout prolungato, e quel gesto automatico diventa frustrante. Dopo 48 ore diventa un problema. Dopo 72 ore diventa un’emergenza.


– Hai mai provato a restare 24 ore senza acqua?

Se è successo, forse ricordi bene la sensazione:

  • Non puoi lavarti.
  • Non puoi sciacquare il bagno.
  • Non puoi cucinare.
  • Non puoi lavare piatti, mani o denti.
  • E soprattutto… non puoi bere.

Il corpo umano può sopravvivere diversi giorni senza cibo. Ma senza acqua, dopo 72 ore iniziano i problemi seri: affaticamento, disorientamento, cali di pressione, rischio di danni renali.


– Quando e perché potrebbe succedere

Ecco alcuni scenari realistici che potrebbero interrompere la fornitura d’acqua:

  • Un blackout prolungato
  • Un guasto alla rete idrica
  • Un’ondata di gelo che blocca le tubature
  • Un attacco informatico ai sistemi di gestione urbana
  • Una frana o terremoto che danneggia condotte principali
  • L’inquinamento dell’acqua che ne rende impossibile l’uso

Non è fantascienza. Sono eventi che accadono ogni anno in molte città italiane. E quasi sempre colgono tutti di sorpresa.

– Cosa possiamo fare?

La preparazione all’eventualità di restare senza acqua parte dalla consapevolezza di quanta ne consumiamo davvero ogni giorno. Non solo per bere, ma per tutte le funzioni vitali e quotidiane. Tieni presente che i dati che riportiamo sono solo a titolo indicativo. Ad esempio se tu sei abituato a bere 4 litri di acqua al giorno dovrai adattare i numeri al tuo caso specifico.

– Quanta acqua serve davvero?

  • Idratazione: almeno 2 litri al giorno per adulto, più se fa caldo o si è fisicamente attivi.
  • Cottura cibi semplici: circa 1 litro al giorno.
  • Igiene personale minima (lavarsi mani, viso, denti, zone intime): almeno 1,5–2 litri.
  • Pulizia stoviglie base: 1 litro (con sistemi a basso spreco o salviette).
  • Scarico del WC: può richiedere 6–12 litri a volta. Ma possiamo usare acque alternative.

Totale di sopravvivenza: almeno 6–8 litri al giorno a persona, in modalità razionata.

In generale direi che un ottimo numero di riferimento di base è 6 litri al giorno a persona.

– Strategie pratiche per non restare a secco

1. Scorta minima consigliata:
Tieni sempre, come abbiamo spiegato poco sopra, almeno 18–24 litri di acqua a testa per 72 ore. Non è solo per bere! Usa taniche da 5/10 litri, bottiglie da 1,5 litri, contenitori pieghevoli: l’importante è variare il formato per flessibilità.

2. Evita di tenerla tutta in un solo posto:
Il peso può diventare un problema, soprattutto su pavimenti non rinforzati o in piccoli appartamenti. Meglio distribuirla in più punti della casa.

3. Acqua grigia? Sì, ma solo per il WC!
Le “acque grigie” sono quelle già usate ma non contaminate da sostanze tossiche o feci (es. acqua della doccia, del lavaggio verdure o mani).
Raccoglierle in bacinelle o secchi ti permette di usarle per risciacquare il water, evitando di sprecare preziosa acqua potabile.

4. Riempire la vasca da bagno prima che scarseggi:
Se hai il sospetto che l’acqua potrebbe mancare (es. in un blackout, o allerta meteo), riempi subito la vasca o lavandini. È acqua “non potabile” ma ottima per igiene, stoviglie o sciacquoni.

5. Taniche pieghevoli e bacinelle richiudibili:
Utilissime per lo stoccaggio di emergenza, soprattutto se hai poco spazio. Da tenere piegate in un cassetto, pronte all’uso.

6. Saper purificare se necessario:
Pastiglie di cloro, filtri portatili, bollitura: conoscere i metodi base di purificazione può salvarti se sei costretto a ricorrere a fonti alternative.

7. Prevedi anche l’acqua per gli altri usi:
Non dimenticare animali domestici, piante (se necessario), pulizia minima degli ambienti, farmaci che richiedono acqua, come polveri solubili.

– Ricapitoliamo

In questo articolo abbiamo analizzato il problema della mancanza di acqua per 72 ore (se non hai ancora letto il nostro articolo sul perchè delle 72 ore come tempo di riferimento clicca qui). Quindi cosa fare ora?

  • Fai scorta di acqua. Almeno 18 litri a persona ma, come detto, adegua il litraggio in base a necessità o abitudini particolari. Cerca di usare acqua che bevi già solitamente. In questo modo continuerai a far ruotare le scorte in modo “naturale”. Se preferisci bere acqua frizzante comprala tranquillamente. Trovarsi in situazioni di stress o disagio ed avere un elemento (in questo caso l’acqua frizzante o una determinata tipologia di acqua) appartenente alla routine quotidiana aiuta molto.
  • Appena avete il “sospetto” o vi viene comunicata un’interruzione riempite la vasca da bagno, delle bacinelle o delle taniche pieghevoli. Questo vi permetterà di avere molti litri extra.
  • Cercate di gestire l’acqua in maniera intelligente. Non sprecatela.

L’ultimo consiglio è quello più importante di tutti. Mantenete la calma. Avete le vostre scorte e avete una conoscenza del mondo prepper. Questo vi posiziona già più avanti di moltissime persone.

Se vuoi già provare ad esercitarti per testare le tue scorte leggi l’articolo che abbiamo scritto a proposito.

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