Editoriale – Ora che l’energia è tornata in Spagna e Portogallo: cosa abbiamo imparato?

Dopo ore di buio e difficoltà, l’energia elettrica è stata finalmente ripristinata in Spagna e Portogallo.
Le città si stanno lentamente riprendendo, il traffico riparte, i negozi riaprono, le connessioni tornano operative.

Ma ora che la normalità ritorna, dobbiamo fermarci un attimo a riflettere. Francamente ho visto parecchie scene che mi hanno fatto accapponare la pelle. Persone per strada senza nemmeno 1 Euro in tasca per prendere una bottiglietta d’acqua, gente che vagava di sera per strada al buio e molto altro. Occorre riflettere e analizzare molto.
Perché ogni emergenza è anche un’occasione per imparare e migliorare.


– L’importanza dell’acqua

Quando manca la corrente, spesso manca anche l’acqua.
Senza elettricità, infatti, le pompe che portano l’acqua agli edifici non funzionano.
Non serve aspettare giorni: bastano poche ore senza acqua per rendersi conto di quanto sia fondamentale.

  • Per bere.
  • Per cucinare.
  • Per igiene personale minima.

Chi aveva scorte d’acqua è riuscito a cavarsela senza stress.
Chi no, ha dovuto cercare soluzioni d’emergenza.

[Approfondisci qui: 72 ore senza acqua: uno scenario più realistico di quanto pensi]


– L’importanza di avere sempre un minimo di contanti

Bancomat, POS, carte di credito:
tutto dipende dall’elettricità.

Durante il blackout, molte persone hanno scoperto di non poter nemmeno comprare un panino o pagare un taxi per tornare a casa.

Non serve avere cifre enormi.
Bastano pochi contanti, nascosti nel portafoglio, per coprire le spese minime in caso di emergenza:

  • Cibo.
  • Acqua.
  • Un passaggio alternativo se treni e metro si fermano.

Un gesto semplice, che può fare la differenza. Sembra una banalità ma abbiamo visto che davvero molte persone erano per strada senza nemmeno 1 euro in tasca.


– L’importanza della preparazione

Abbiamo visto errori che, purtroppo, si ripetono ogni volta:

  • Fidarsi troppo della “normalità” che crediamo eterna.
  • Non avere piani alternativi.
  • Non sapere come reagire senza il supporto immediato delle infrastrutture.

Per questo, da tempo su Prepping Urbano abbiamo iniziato a proporre strategie semplici e pratiche:
[Approfondisci qui: Blackout prolungato: sopravvivere senza panico per 72 ore]
[Approfondisci qui: I 5 errori più comuni durante un blackout (e come evitarli)]


– Conclusione

Oggi la corrente è tornata.
Ma la vera domanda è: siamo più pronti di ieri?

Ogni emergenza ci insegna qualcosa.
Sta a noi decidere se ascoltare, imparare, e fare piccoli passi ogni giorno verso una maggiore autonomia e serenità. Assistere a certi fenomeni da fuori ci dovrebbe permettere di analizzare i fenomeni con una maggiore lucidità. Ti lascio quindi un ultimo pensiero personale in merito. Se hai letto i commenti sui vari social network sotto alle notizie che arrivavano dai paesi colpiti avrai notato una marea di pseudo esperti, complottisti, aizzatori di folle e chi più ne ha più ne metta. In generale si è diffusa comunque un’ondata generale di psicosi e rabbia. Ti invito quindi a fare due valutazioni in merito. Cerca di restare sempre calmo e di sfruttare la tua preparazione e le tue conoscenze a tuo vantaggio. Idealmente in una situazione come quella appena avvenuta essendo già preparato avresti avuto innumerevoli vantaggi pratici e psicologici. Forse ancora più importante concludo con un appello ad affidarti a fonti di informazioni affidabili e a non farti prendere dalla psicosi che si può generare sui vari social.

Prepping Urbano non nasce dalla paura.
Nasce dalla consapevolezza.
E dalla volontà di affrontare il futuro a testa alta.

Prepping_Urbano

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